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L'applicazione del riporto
ELNIP 13® può essere consigliata tutte le volte che siano richieste una o più
delle seguenti proprietà: resistenza alla corrosione; miglioramento
dell'attrito; resistenza all'usura; aumento della durezza superficiale;
brasatura con leghe stagno piombo; ulteriori rivestimenti con metalli preziosi;
facilità di degassificazione.
Tutto ciò porta
all'utilizzatore notevoli e diversi vantaggi economici: aumento della vita dei
pezzi; guadagno in peso sostituendo una lega leggera nichelata, diminuzione dei
costi potendo utilizzare un materiale corrente nichelato invece di un materiale
più pregiato.

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Alimentare |
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Farmaceutico |
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Automobilistico |
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Motociclistico |
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Elettronico |
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Telecomunicazione |
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Stampi per
materiale |
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Plastico/Vetro |
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Petrolchimico |
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Tessile |
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Oleodinamico
e Pneumatico |
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Meccanico |
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Meccanico di
precisione |
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Aeronautico |
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Aerospaziale |
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Navale |
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COMPOSIZIONE
CHIMICA |
Nichel
87-89%
Fosforo 10-13%
Idrogeno 0,0016%
Azoto 0,005%
Ossigeno 0,0023% |
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PUNTO DI
FUSIONE |
Circa 890° |
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PESO
SPECIFICO |
7,92 g/cm3 |
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COEFFICIENTE
DI DILATAZIONE |
13X10-6
CM/CM °C a temperatura normale.
Dati comparativi:
acciaio 12x10-6-6 cm/cm °C
rame 17x10-6 cm/cm °C
ottone 19x10-6 cm/cm °C
duralluminio 23x10-6 cm/cm °C |
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RESISTIVITÀ
ELETTRICA |
60
micro-Ohm cm2/cm a temperatura normale.
Questa resistività è funzione del contenuto di fosforo del rivestimento
e del trattamento termico effettuato. |
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SENSIBILITÀ
MAGNETICA |
4% (Nichel
elettrolitico=37,3%) |
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MODULO
DI ELASTICITÀ |
Il modulo
di young o modulo di elasticità longitudinale "E" è 20.000 ±
1.000 Kg/mm2 |
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DUREZZA |
Questo
deposito, grazie al suo contenuto in fosforo, presenta una elevata durezza
pari a ca. 500 Vickers. Dopo trattamento termico a 290° ed oltre, si
ottiene un aumento ulteriore della durezza, arrivando fino a 950÷1050
Vickers. |
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DUTTILITÀ |
a
temperatura ambiente.
Per la sua grande durezza questo rivestimento è poco duttile.
Allo stato grezzo può supportare un allungamento del 2,3 % prima che
appaiano le prime fessurazioni. Questo limite può essere aumentato con un
trattamento termico. |
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RESISTENZA
ALL'ABRASIONE |
La
resistenza all'usura è pari a quella del cromo duro quando questo viene
fornito con durezze di ca. 1000 HV. |
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COEFFICIENTE
DI ATTRITO |
Il
coefficiente di attrito è decisamente basso, poiché il fosforo contenuto
in lega è un ottimo autolubrificante. |
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RESISTENZA
AGLI SBALZI TERMICI |
Questo
rivestimento non presenta nessuna fessurazione quando, dopo averlo portato
a 200 °C si tempra in azoto liquido a -195 °C oppure in mercurio a
temperatura ambiente. |
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ADERENZA |
Su acciai e
leghe di rame d'aderenza di questo deposito varia da 35 a 45 Kg/mm2.
Su alluminio o su acciai legati per ottenere una migliore aderenza è
necessaria una ricottura di 1 ora a 150 ± 180 °C. |
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REGOLARITÀ
DEL RIVESTIMENTO |
Qualunque
sia la complessità delle superfici, questo deposito e riproduce con
esattezza il contorno del supporto. Con i normali procedimenti industriali
si può garantire un ± 1% micron. |
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SALDABILITÀ |
Questo
rivestimento si salda perfettamente all'argento o con le leghe
stagno-piombo. Un sottile strato di deposito, da 5 a 10 micron, è
sufficiente per saldare l'alluminio o l'acciaio inossidabile. |
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POTERE
RIFLETTENTE |
La durezza
di questo rivestimento permette di effettuare una lucidatura ottica fino a
1/4 di lunghezza d'onda. Nell'ultravioletto estremo ossia tra i 400 ed i
1000 angström, il suo potere riflettente è del 50%. |

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L'ELNIP 13®, rispetto ai trattamenti di cromatura tradizionali,
garantisce la possibilità di ottenere un rivestimento totale ed uniforme su
qualsiasi geometria. |

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ELNIP
13 |
(deposito elettrolitico) |

Il rivestimento a contatto con sostanze alimentari ha dato esiti
negativi di cessione di nichel, rispettando le normative Americane ed Europee.
Infatti le particolari condizioni di utilizzo e manutenzione degli impianti
(presenza di sostanze corrosive ed ossidanti, lavaggi con prodotti
sterilizzanti), hanno influito notevolmente a dirottare la scelta del tipo di
protezione prima eseguita (cadmio, zinco, vernice) verso il trattamento ELNIP 13®.
Tale soluzione ha inoltre consentito in alcuni casi la sostituzione di materiali
"nobili" quali inox e bronzo, con altri meno pregiati ma con
caratteristiche tecniche più indicate per l'utilizzo richiesto.

Come già visto al punto ,
relativo alle durezze, solo nel caso si volesse ottenere un riporto più duro è
necessario raggiungere temperature più elevate. Alcuni metalli possono soffrire
tali temperature; per ovviare a tali possibili inconvenienti, i tecnici sono a
disposizione per ogni preventiva consultazione.

Non esiste alcuna limitazione nell'eseguire protezioni e/o mascherature dal
riporto: si possono infatti proteggere fori, perni, diametri interni ed esterni.
L'unico limite è dato dai costi elevati di tali operazioni, assolutamente
manuali; suggeriamo quindi, di verificare congiuntamente ai tecnici, la reale
necessità di eseguire queste operazioni.

Non è necessario che il metallo base sia duro per avere la massima resistenza
all'usura.
Tutto quello che il metallo base deve fare è resistere ai carichi di
funzionamento senza eccessive flessioni.
Bisogna però portare molta cura nella scelta della durezza del metallo, nei
casi dove la resistenza all'usura deriva dai forti carichi d'urto, per i quali
un sottile rivestimento può essere sfondato quando ceda il metallo base.
A questo proposito, spesso ci si trova a dover sottoporre i materiali a
trattamenti quali stabilizzatore, tempra, ricottura, rinvenimento, cementazione
ecc. In questi casi va ricordato che mentre la stabilizzazione, la ricottura, il
rinvenimento non creano alcun problema, la tempra e la cementazione richiedono,
al fine di garantire una buona aderenza del riporto, una microsabbiatura
preliminare.
Critica la carbonitrurazione, da escludere la nitrurazione.

Il rivestimento
ELNIP 13®
può essere applicato ai seguenti metalli:
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In presenza di particolari assemblati i cui componenti
sono di materiali diversi, l'applicazione dell'ELNIP 13® dovrà essere valutata
di volta in volta.
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